MONTEBELLUNA (TREVISO) - «Appena ha riaperto gli occhi nell'auto disintegrata, il carabiniere al volante ha pensato subito al collega. È sceso dalla gazzella, di cui rimaneva ben poco. Non so come abbia fatto: aveva diverse fratture al torace e barcollava. L'ha tirato fuori dall'abitacolo e ha cominciato a parlargli, ma lui non rispondeva. Poi si è seduto sull'asfalto e, poco prima dell'arrivo dei soccorsi, è svenuto anche lui». È il racconto di Massimo C., tra i primi ad arrivare in via Villette dopo aver sentito lo schianto. Anche lui in passato è stato vittima di un incidente stradale grave, di cui porta ancora i segni: per questo ha vissuto con ancora maggiore angoscia quei momenti insieme alle persone coinvolte.
Il racconto «Abbiamo visto una saetta dalla finestra e stavamo aspettando il tuono, ma abbiamo sentito lo schianto - spiega all'indomani dello schianto, dopo aver rielaborato quanto accaduto la notte precedente. - Mi sono avvicinato alle macchine accartocciate: c'era anche del fumo. Un vicino, dal balcone, ha visto cos'era successo e ha chiamato il 118 e i carabinieri. Dalla Bmw è uscita una donna sui quarant'anni: mi ha chiesto: "Cos'è successo?". Non si era nemmeno ancora resa conto di aver fatto un incidente. Poi mi ha detto: "Mio marito non risponde". Guardando meglio nella sua auto, finita contro il guard rail, abbiamo visto due bambini: uno piangeva, l'altro aveva il volto pieno di sangue. Abbiamo cercato di tranquillizzare la famiglia, dicendo loro di stare calmi e che i soccorsi stavano arrivando». Incidente frontale tra una gazzella dei carabinieri e un'auto con a bordo una famiglia: gravissimo un militare, feriti anche due bambini VIDEOIl salvataggio Nel frattempo il capo pattuglia è stato estratto dal collega. Si trovava piegato in avanti, con la testa contro il parabrezza. Non cosciente, rantolava. «Continuava a chiamarlo e noi abbiamo cercato di aiutarlo: il passeggero però non reagiva. All'inizio non respirava nemmeno. Poi ha cominciato lentamente, con fatica, a tirare il fiato. Ma anche il collega era in condizioni gravissime: l'adrenalina lo aveva fatto alzare, ma dopo averlo tirato fuori si è seduto, appoggiandosi alla macchina. Credo abbia perso i sensi anche lui».L'autista del Nor, inizialmente trasportato in codice rosso, ha riportato un trauma toracico ed è stato a sua volta trattenuto in terapia intensiva e in prognosi riservata fino a ieri pomeriggio. Il trentunenne capo pattuglia, invece,è ancora in pericolo di vita a causa del trauma cranico riportato durante l'impatto.«Per staccare il motore di una Bmw non basta un frontale qualunque - commenta lo stesso residente -. Era chiaro come andassero entrambi veloci: il motore è finito a 30 metri. La macchina dei carabinieri era andata in testacoda: l'abbiamo trovata girata, con il retro su una corsia e il muso sull'altra. Questa strada è stretta e, quando piove, l'asfalto diventa scivoloso: anche a 100 all'ora si rischia di perdere aderenza. Spero davvero che tutti se la cavino».Alla testimonianza di uno dei soccorritori, si unisce quella del proprietario dell'abitazione al civico 58 di via Villette, ovvero quella davanti alla quale è avvenuto lo schianto. Il muretto, in quel punto, è stato abbattuto. «Poco prima stavo guardando fuori. Sono rientrato per prepararmi la cena e ho sentito lo schianto. Non c'era alcuna sirena, ma ho riconosciuto subito i lampeggianti dei militari» racconta. «Tutto il quartiere ha chiamato il 118. La strada era un macello: c'erano detriti ovunque e poco dopo ha iniziato a piovere forte».Su via Villette - raccontano nel quartiere - le auto corrono parecchio: «Non si può fare nulla per rallentarle perché questa è una strada provinciale. C'era un cartello che avvisava del controllo elettronico della velocità ma ieri è stato abbattuto. E poi lo sanno tutti che è solo un deterrente».









