POLLENZO. «Col cibo si educa, col cibo si cambia» diceva Carlo Petrini. Ed è proprio dalla volontà di continuare a educare e dalla necessità di cambiare che nasce Pollenzo 2.0, l’Università di Scienze Gastronomiche dopo Carlo Petrini. A poco più di un mese dalla scomparsa del suo fondatore, l’ateneo che da 22 anni forma i suoi studenti tra le mura ottocentesche dell’Agenzia voluta dal re Carlo Alberto di Savoia delinea un futuro ambizioso, con l’obiettivo di diventare entro cinque anni il più autorevole centro internazionale dedicato allo studio del cibo in una prospettiva olistica, rafforzando contemporaneamente la ricerca, la formazione, le infrastrutture e il posizionamento internazionale. È questo il percorso tracciato dal rettore Nicola Perullo, a cui il Cda dell’università il 23 giugno ha consegnato ufficialmente il gravoso testimone di Petrini, affidandogli anche l’incarico di presidente che era stato ricoperto ininterrottamente da Carlin dal 2004 fino alla sua morte, avvenuta lo scorso 21 maggio. «Subentrare a lui, che è stato l’inventore di tutto ciò, è una responsabilità molto grande» ha detto il livornese Perullo, docente di Estetica e rettore a Pollenzo dal 2024, affiancato dal nuovo vice presidente Luca Martinotti e dalla delegata per la Formazione, professoressa Donatella Saccone. «In realtà, non si può proprio sostituire una personalità così grande. Ma si può lavorare per proiettare l’università in una nuova fase della propria storia, nel segno della continuità con la visione di Petrini e della capacità di affrontare le profonde trasformazioni che interessano il sistema universitario internazionale. Nei mesi passati avevamo ampiamente condiviso con lui questa evoluzione e ora siamo pronti a metterla in pratica».