«L’Italia dispone di competenze industriali, tecnologiche e progettuali che le consentono di essere protagonista nello sviluppo dell’eolico off-shore. Per cogliere questa opportunità occorre però accelerare i tempi decisionali, garantire certezza agli investimenti e costruire un quadro regolatorio stabile, sostenibile nel lungo periodo e coerente con gli obiettivi settoriali».

Lo ha detto il presidente dell’Anev Simone Togni in occasione del quarto Summit sull’Eolico Offshore promosso da Anev, l’associazione nazionale energia del vento, dedicato alle prospettive di sviluppo di questa tecnologia nel nostro Paese. «Solo così - ha spiegato Togni - sarà possibile contribuire in maniera significativa alla decarbonizzazione del sistema elettrico, rafforzare la sicurezza energetica nazionale e generare benefici economici, occupazionali e industriali per il Paese. Il summit di oggi ha dimostrato quanto sia fondamentale continuare il dialogo tra istituzioni e stakeholder per trasformare queste prospettive in risultati concreti».

L’iniziativa, ha spiegato Anev, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo accademico, imprese, operatori del settore e associazioni ambientaliste, con l’obiettivo di favorire un dialogo costruttivo sulle principali sfide che accompagnano lo sviluppo dell’eolico offshore in Italia, soprattutto con tecnologia flottante, che al momento rimane fermo in attesa delle aste del Fer 2 per gli incentivi alle nuove rinnovabili.