Genova – Avrebbe attestato di essere in servizio, quando in realtà non lo era. Ora la giudice Elisa Centore ha condannato a tre anni e due mesi di reclusione l’assistente capo della polizia, Marco Doragrossa, di 54 anni. Il poliziotto in servizio alla scientifica della questura era accusato di truffa ai danni dello Stato e false attestazioni da parte di un dipendente pubblico. I fatti risalgono agli anni che vanno dal 2021 al 2023. Secondo la procura, l’assistente capo avrebbe attestato di essere in servizio quando in realtà si trovava nella sede della società sportiva di cui allora era presidente, o nello stabilimento balneare che gestiva a Multedo, che è poi stato oggetto di sequestro nel 2023 da parte della guardia costiera per presunti reati ambientali. Dagli accertamenti, svolti dalla polizia giudiziaria della procura, è emerso che Doragrossa si sarebbe assentato per circa 150 ore in due anni, oltre a non segnalare ritardi e uscite anticipate e straordinari mai svolti. Non solo, in un’occasione avrebbe chiesto e ottenuto un’aspettativa per malattia, spacciando per infortunio sul lavoro un incidente che aveva avuto fuori dal servizio. L’avvocato Riccardo Passeggi, che difendete l’imputato, preannuncia ricorso in appello e dice: «Il mio assisto rimane non colpevole fino a una eventuale condanna definitiva, ora attendiamo le motivazioni della sentenza, anche se non la condividiamo».