<p>Le <strong>banche centrali globali</strong> vogliono espandere ulteriormente le <strong>riserve in oro</strong>.
Il 45% degli istituti aumenterà le quote di metallo giallo, secondo il sondaggio annuale che è stato da poco pubblicato dal <strong>World Gold Council</strong> e che è stato condotto tra febbraio e maggio su 74 banche centrali. </p> <p>Si tratta della <strong>percentuale più alta mai registrata</strong> nell’indagine (iniziata nel 2018), con un incremento del 2% rispetto a quella dell’anno prima.
Il 54% delle banche centrali ritiene che la quota di oro rimarrà invariata, mentre solo l’1% prevede un calo. </p> <p>La maggior parte delle risposte è arrivata dopo la <strong>guerra in Medio Oriente</strong> che ha causato un incremento dei tassi e un calo del prezzo dell’oro (che non dà interessi).
Il valore è sceso a inizio luglio per poche ore sotto <strong>4 mila</strong> dollari l'oncia. </p> <h2>Le motivazioni dietro l'aumento delle riserve auree</h2> <p>In ogni caso le banche centrali hanno detto di voler acquistare oro per l’andamento del metallo giallo nei periodi di <strong>crisi</strong>, per <strong>diversificare</strong> i portafogli e per proteggersi dall’<strong>inflazione</strong> e dai <strong>rischi geopolitici</strong>. </p> <p>Diverse banche centrali stanno usando l’oro anche per <strong>ridurre l’esposizione al dollaro</strong>.








