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Torna da oggi per tre giorni a Soveria Mannelli, negli spazi delle Industrie Rubbettino, il Festival del Lavoro nelle Aree Interne, promosso da Rubbettino, RESpro — Rete di Storici dei Paesaggi della Produzione e Fondazione Appennino per portare nel cuore produttivo della Calabria studiosi, imprese, amministratori, operatori economici e culturali per discutere il futuro dei territori che troppo spesso l’Italia ha imparato a raccontare soltanto come margini.

Eppure le aree interne non sono un problema da risolvere, né un patrimonio da musealizzare, né scenografie amene da consegnare al turismo: nell’idea del festival sono, prima di tutto, «luoghi del lavoro». Luoghi della produzione, che sia industria o agricoltura, energia o manifattura. E dunque non ci si può rassegnare alla narrazione di spazi improduttivi, fragili, destinati all’abbandono.

Il tema del suolo attraversa questa edizione con forza: suolo conteso, produttivo, abitato, fragile. Campo di conflitti, ma anche di possibili coesioni. Le aree interne diventano così non terre da proteggere dal mondo, ma territori da mettere nelle condizioni di dialogare con il mondo. In questa prospettiva di riflessione e di dialogo si collocano il convegno «Suoli contesi/coesi: agricolture, industrie, energie», e tutti i panel del Festival.