Il nuovo libro del giornalista del Tg1, “Tempesta”, sarà presentato il 6 luglio alle ore 18 al Centro Studi Americani. Un viaggio tra Reykjavík, Brest, New York e Rabat per capire perché il futuro dell’Occidente si giochi ancora sull’oceano che lo ha fondato
C’è un luogo che per decenni abbiamo dato per scontato. Era il mare del Piano Marshall, della Nato, delle rotte commerciali, della protezione americana sull’Europa, della promessa che l’Occidente fosse una comunità politica prima ancora che un’area geografica. Poi lo sguardo si è spostato altrove: verso il Pacifico, Taiwan, il Golfo, la Cina, il Medio Oriente. Eppure, secondo Mario De Pizzo, giornalista del Tg1 e Nonresident Senior Fellow dell’Atlantic Council, è proprio lungo l’Atlantico del Nord che si gioca di nuovo la partita decisiva del secolo.
È la tesi di Tempesta. Reykjavík, Brest, New York, Rabat e la nuova battaglia per l’Atlantico, il saggio pubblicato da Luiss University Press con prefazione di Giampiero Massolo. Il libro sarà presentato il 6 luglio alle ore 18 al Centro Studi Americani, con Massolo, Giuliano Amato, Luiza Bialasiewicz, Jorn Fleck e Lavinia Spingardi. Non è un libro solo sull’Atlantico come spazio marittimo. È un libro sull’Occidente dopo la fine dell’Occidente come lo abbiamo conosciuto: più fragile, più diviso, meno sicuro della protezione americana, esposto alla pressione russa, alla penetrazione cinese, alle minacce ibride, alla vulnerabilità delle sue infrastrutture e al ritorno della logica della forza.








