«È giusto che ci sia un sistema europeo, regole uniformi e coordinate. È giusto che ci sia una responsabilità condivisa fra Stati, spesso l’Italia è stata lasciata da sola nel corso degli anni. Il fatto che ci sia un meccanismo di solidarietà obbligatoria, mi fa sperare che l’Italia non sia più lasciata sola. Per Lampedusa non cambia però niente: zattera era e zattera rimane».Lo dice il sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, sul nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo entrato in vigore negli stati membri dell’Ue, alla vigilia della visita del Papa a Lampedusa. «Noi saremo sempre una base di transito. Fino a quando arriveranno persone che chiedono aiuto, devono essere salvate, non possiamo far finta di nulla.Ma è giusto che ci siano delle leggi e che siano rigorose», spiega. «Noi abbiamo la legge del mare - dice Mannino - che è al di sopra di codici e leggi. Capisco però bene che a Bruxelles e a Parigi non se ne tenga conto, loro il mare non ce l’hanno».Lampedusa non vive più appesa al filo dell’emergenza. «Numeri ridotti, anche del 50% rispetto al passato. Ma quello che è cambiato è la logistica, i trasferimenti più veloci, i servizi sanitari potenziati. C’è un protocollo che non fa andare in emergenza - sottolinea - . C’è una gestione umana dell’hotspot, grazie agli interventi fatti, grazie alla Croce Rossa».