È la Corte d’assise di Nuoro, e non il giudice monocratico, competente a celebrare il processo nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari sul presunto “Fronte legionario sardo”, il gruppo accusato di apologia del fascismo e propaganda di estrema destra.

Il collegio, presieduto da Elena Meloni con giudice a latere Filippo Orani, questa mattina ha infatti rigettato l’eccezione di incompetenza sollevata dalla difesa di Federico Paolo Capra, confermando la propria competenza sul procedimento e la tardività dell'istanza. La Corte si è invece riservata di decidere sulle altre questioni preliminari sollevate dal collegio difensivo, rinviando l’udienza ad ottobre.

Tra i temi principali affrontati in aula la figura dell’agente sotto copertura del Ros impiegato durante le indagini.

Gli avvocati Margherita Baragliu e Rinaldo Lai hanno sostenuto che occorra accertare se l’operatore abbia agito come agente sotto copertura o, invece, come agente provocatore. Secondo le difese, infatti, il militare si sarebbe presentato al gruppo come un militante di Casa Pound, introducendo per primo nelle conversazioni il tema della violenza politica e accedendo all’intero contenuto delle chat. Se dovesse essere qualificato come agente provocatore, hanno sostenuto i difensori, le prove raccolte dovrebbero essere dichiarate inutilizzabili.