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Stamattina davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo l’udienza del processo contro il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, presente in aula, e il suo autista, Roberto Marino, difeso dall'avvocato Salvatore Sansone: i legali dell’esponente di Fratelli d’Italia, gli avvocati Ninni Reina e Vittorio Manes, hanno esposto l’eccezione di incompetenza territoriale annunciata alla scorsa udienza.Secondo la tesi difensiva molti dei fatti che la Procura inquadra come peculato per l’uso dell’auto blu, contestati al numero uno dell’Assemblea siciliana, sarebbero avvenuti a Catania o nel territorio del tribunale etneo, dato che l’imputato risiede a Paternò e si spostava da lì per i viaggi che i pm ritengono non legati a motivi istituzionali.La competenza andrebbe dunque trasferita a Catania, perché il peculato è il reato più grave rispetto agli altri attribuiti a Galvagno, corruzione, truffa e falso. L’accusa ritiene invece che, dato che la sede istituzionale dell’Ars è a Palermo, il peculato avrebbe comunque origine dal capoluogo siciliano. Il processo si svolge davanti al collegio presieduto da Fabrizio La Cascia. Sempre nella prima udienza avevano chiesto di costituirsi parte civile la Regione siciliana e l’Assemblea regionale.






