di Alessandra Dal Monte

Classe 1952, originario di Abano Terme (Padova), ha lavorato da Ruffino prima di diventare libero professionista e concentrarsi sul vitigno toscano: nel 2000 vinse l'Oscar del vino

Il re del Sangiovese era veneto di Abano Terme (Padova). Franco Bernabei, enologo tra i più importanti d'Italia, aveva trovato in Toscana la sua fortuna professionale: classe 1952, dopo gli studi di Agraria a Padova e il diploma di Enologia aveva cominciato a lavorare per Ruffino, diventando poi libero professionista e continuando il suo impegno per portare il vitigno toscano alla sua massima espressione. Bernabei è scomparso prematuramente oggi, 2 luglio 2026, lasciando la moglie Daniela e i figli Marco e Matteo. Protagonista negli anni Settanta e Ottanta del Rinascimento qualitativo del vino italiano, ha collaborato con più di 30 aziende nella sua carriera.

Consulente dal 1978 nel Chianti, ha lavorato con la Fattoria di Selvapiana nel Chianti Rufina, creando il Sangiovese in purezza Bucerchiale di Selvapiana. Nel 1981 esce sul mercato il Flaccianello della Pieve dell’azienda Fontodi, frutto della collaborazione iniziata nel 1979. Due anni più tardi dalla Fattoria di Fèlsina a Castelnuovo Berardenga, con la quale inizia il suo rapporto nel 1981, arriva il Fontalloro, sempre da uve di Sangiovese. Tre modi diversi di interpretare il territorio rispettando materia prima, famiglia e impresa. La grande sfida che ha caratterizzato il suo lavoro è stato l’impegno nei confronti dei vitigni tipici. Un’altra scelta netta è stata quella di occuparsi di un numero limitato di aziende per regione: a parte la Toscana, che è stata la base della sua storia professionale, nelle altre realtà vitivinicole italiane ha cercato di contenere la sua presenza. Nel 1993 ha fondato con la moglie Daniela la società di consulenza Enoproject, oggi portata avanti dai figli Marco e Matteo. Nel 2000 ha vinto l'Oscar del vino dell'Ais (Associazione italiana sommelier).