| 2 Luglio 2026 17:02 |
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(Adnkronos) – ‘Manifesto Federmanager 2026 – 10 proposte concrete di policy’. E’ il documento programmatico nato dal confronto costruttivo con i territori, le commissioni di settore della Federazione e il mondo produttivo, in un costante dialogo con i diversi livelli istituzionali, presentato oggi da Valter Quercioli, presidente Federmanager, in occasione del Forum nazionale della Federazione. “Rafforzare l’industria – si legge nel documento – non è una scelta settoriale: è una scelta strategica di sicurezza economica, sociale e democratica. Più industria significa produrre maggior valore aggiunto, più crescita e una più equa ridistribuzione. Più industria infatti significa più lavoro qualificato, più autonomia tecnologica, più capacità di affrontare le transizioni energetiche, digitali e demografiche”.
“Oggi – continua – la quota dell’industria sul Pil nazionale, al netto delle costruzioni si è ridotta intorno al 15%, allontanandosi da quel 20% e oltre che caratterizza le economie industriali avanzate più solide, resilienti e competitive e che garantisce crescita stabile, salari più alti, innovazione diffusa e sostenibilità del welfare (sanità, assistenza sociale, scuola, pensioni). Questo obiettivo risponde primariamente all’esigenza di rafforzare la solidità industriale del Paese e di aumentarne l’autonomia strategica e digitale, riducendo così le vulnerabilità del sistema economico nazionale e delle catene del valore industriale ma passa altresì da un impegno a sistema sui principali filoni di sviluppo della ricerca. Un Paese che non investe nella ricerca taglia i ponti con il proprio futuro. Il rilancio industriale dell’Italia passa in particolare dalla capacità di fare del Mezzogiorno una nuova piattaforma industriale euro-mediterranea, connessa alle grandi filiere del Made in Italy, ai grandi corridoi intermodali e alle nuove catene globali del valore”.








