Tagliolo Monferrato – “Un genovese che sta mangiando la focaccia, se chiude gli occhi vede il mare”. La voce di Maurizio Tossini, l’imprenditore di Recco scomparso a novembre dello scorso anno, risuona attraverso un video registrato nel nuovo stabilimento dell’azienda di famiglia a Tagliolo Monferrato. Un capannone in cui un tempo si produceva cioccolata, scelto dalla storica impresa del levante genovese che produce focaccia per ripartire dopo l’incendio della fabbrica di Avegno, avvenuto più di due anni fa. E il video emozionale che apre la cerimonia d’inaugurazione della nuova linea produttiva racconta la storia di un’azienda arrivata alla quarta generazione nata da un forno, nel 1899, e che da lì ha saputo mantenere il calore di una famiglia e l’ambizione di un’impresa che oggi conta una decina di negozi, due stabilimenti (l’altro è a Savignone) ed esporta il 35% del proprio fatturato in sette Paesi esteri. “Mio zio mi chiedeva sempre di portare avanti questo sogno mantenendo sempre alta la qualità - racconta Giorgia D’Ostuni, amministratore delegato della Tossini 1 (il ramo che si occupa della produzione industriale, diviso dall’altra società che si occupa del retail) e nipote di Maurizio - Mi diceva sempre che ai clienti bisogna dare ciò che avremmo voluto mangiare anche noi, e che per fare la focaccia bisogna essere pigri, perché bisogna rispettare i tempi di lievitazione e di riposo”. Il segreto del successo di questa azienda gioiello risiede proprio in una filosofia che sembra andare controcorrente: non incrementare troppo la produzione a scapito della qualità, ma conservare la propria identità adattandosi alle innovazioni. «Oggi è una giornata emozionante per noi, è un momento di ricordo e ripartenza - racconta Luigi Tossini, fratello di Maurizio e con lui colonna della tradizione familiare - La parte industriale è cresciuta perché la qualità è rimasta, così come abbiamo sempre avuto attenzione per i nostri ragazzi e ragazze, che si sono impegnati tantissimo». I “ragazzi e ragazze” sono i dipendenti dell’azienda, presenti in massa all’inaugurazione. Dopo l’incendio che ha devastato la sede di Avegno nel giugno di due anni fa la stragrande maggioranza del personale, eccetto chi ha scelto un’altra strada, è stata riassorbita a Savignone. E una parte oggi fa formazione per allevare giovani piemontesi dello stabilimento di Tagliolo Monferrato e insegnare loro come si fa la focaccia ligure: 20 sono già stati assunti, e per la fine dell’anno si conta di arrivare a 40. Il capannone insiste su un’area complessiva di 8.000 metri quadrati, di cui 5.000 interni, 5 silos per la farina, l’olio, l’azoto e CO2, oltre a celle di diverse refrigerazioni (-18° e +4°) e 520 posti pallet. Un investimento complessivo di oltre 7 milioni di euro. La prima focaccia è stata prodotta il 12 giugno, ma ieri c’è stato il battesimo ufficiale. E, tra i partecipanti, c’erano anche rappresentanti istituzionali di Liguria e Piemonte, come la consigliera regionale Katia Piccardo e l’assessore regionale piemontese Enrico Bussalino, oltre che al sindaco di Ovada, Gian Franco Comaschi. Lo stabilimento è un viaggio anche nell’innovazione: le vasche per impastare la farina, l’area per l’abbattimento, il circuito delle teglie, i forni rotativi di ultima generazione, le taglierine a ultrasuoni. «Abbiamo impiegato un anno per i lavori, ristrutturando il capannone e bonificandolo sia dal punto di vista impiantistico che nella struttura» spiega il direttore operativo, Claudio Vivona, mentre Chiara Carrara, direttore commerciale e marketing, illustra la fotografia dei numeri di Tossini mostrando che «l’azienda continuerà a puntare su sviluppo, brand e innovazione: con questo stabilimento possiamo cogliere le opportunità del mercato nazionale ed estero». Soddisfatta la sindaca di Tagliolo Monferrato, Marianna Lipartiti: «Inaugurare un’attività produttiva è sempre motivo di orgoglio, e le ricadute occupazionali sono sempre importanti per noi: siamo un territorio che è al confine tra Liguria e Piemonte, e che ha grandi potenzialità». Emozionata l’amministratrice delegata, Giorgia D’Ostuni: «Una catastrofe si è trasformata in un’opportunità, quell’incendio ha bruciato i macchinari ma non la nostra identità, unione e determinazione - spiega - Abbiamo avuto una risposta commuovente da tutti i nostri dipendenti, e la nostra missione resta mantenere intatta la tradizione e la qualità ma riuscendo a innovare». Sono parole che, a giudicare dal messaggio che ha lasciato prima di morire e che ieri è stato letto durante l’inaugurazione, avrebbe potuto dire anche Maurizio Tossini. E forse anche in questo c’è il segreto di una storia che si tramanda e si rinnova.