È “Giusto tra le Nazioni” don Roberto Angeli, sacerdote della diocesi di Livorno, prodigatosi per salvare ebrei livornesi e numerosi profughi (in particolare francesi), mettendo a rischio la propria vita durante la Seconda guerra mondiale. La conferma, nei giorni scorsi, è arrivata da Katia Gusarov, responsabile del “Dipartimento dei Giusti” dello Yad Vashem, memoriale internazionale dell’Olocausto, sorto a Gerusalemme. L'iter burocratico è stato lungo: ha preso avvio con una richiesta formale del Centro Studi “Don Roberto Angeli” di Livorno, presentata con la collaborazione della Comunità ebraica di Livorno e il sostegno della diocesi, ma soprattutto con il supporto, nella fase finale del riconoscimento, di don Luca Bandiera, studioso della Shoah ungherese, da tempo volontario presso il Dipartimento per il settore delle cause italiane.A latere della richiesta di riconoscimento, è nato anche il progetto itinerante “Bene, gratitudine e memoria”, frutto dell’amicizia e della collaborazione tra Enrica Talà, teologa e responsabile del Centro Studi don Roberto Angeli, e don Luca Bandiera, oltre che tra comunità ebraiche italiane e diocesi italiane, per presentare e far conoscere i sacerdoti che dal 1943 al 1944 rischiarono la propria vita per salvare chi era in pericolo. Tra le figure più luminose del Novecento toscano, don Angeli è stato un educatore e un giornalista. A Livorno, ha fondato il Movimento dei Cristiano Sociali e ha segnato con la sua opera non solo il periodo resistenziale, ma anche quello della ricostruzione della città.Catturato nel maggio del 1944, venne deportato a Fossoli, Gusen, Mauthausen e Dachau, come si legge nel libro “Vangelo nei Lager. Un prete nella Resistenza”, da poco nuovamente edito da Edizioni di Storia e Letteratura. Nel periodo della ricostruzione, ha fondato il Cla (Comitato livornese assistenza), attraverso il quale ha organizzato i primi doposcuola. Come accaduto a Firenze con figure come don Giulio Facibeni o don Lorenzo Milani, si è occupato a Livorno di far nascere nuovi asili, dare avvio a corsi professionalizzanti e avvicinare la popolazione, per offrire a tutti la possibilità dell’istruzione.Grazie a delle donazioni, ha fornito attrezzature, grembiulini e materiale didattico, ha organizzato campeggi per gli adolescenti e refezioni scolastiche gratuite, laboratori di taglio e cucito e corsi per l’educazione popolare per adulti per divulgare nozioni di igiene, puericultura, cultura generale e sociale. Ha istituito scuole popolari per adulti e giovani dei ceti più disagiati, analfabeti o semianalfabeti, organizzando anche corsi di economia domestica rurale e le prime colonie estive gratuite (nel 1946 per 600 bambini a Villa Pendola nel quartiere di Antignano, e 8 colonie in provincia di Livorno per più di 1000 bambini all’anno). Ha posto le basi per i primi Centri di assistenza sociale e ha collaborato, in questo senso, con il governo nazionale. A lui si deve l’istituzione e il coordinamento del Preventorio per minori “Villa Maria Assunta” a Castel Nuovo e la nascita della Misericordia per curare i bambini se predisposti alla tbc, gracili, deboli, linfatici, ritardati nello sviluppo fisico o in particolari disagiate condizioni ambientali. Per dare un’idea della sua attività può bastare un numero: dal 1948 al 1955 si è preso cura di oltre 129.388 bambini.