di
Enrico Marro, inviato a Padova
«Se le macchine producono di più, i lavoratori devono lavorare meno e vivere meglio»: il leader sindacale all’apertura del congresso rivendica la distribuzione della ricchezza prodotta dall’intelligenza artificiale
DAL NOSTRO INVIATO PADOVA - Un «sindacato riformista», aperto ai cambiamenti, ma fermo nel rivendicare la distribuzione della ricchezza prodotta dall’intelligenza artificiale, perché «se le macchine producono di più, i lavoratori devono lavorare meno e vivere meglio», ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, aprendo a Padova il XIX congresso nazionale del sindacato. «Quando, grazie all’Ai, aumenterà la produttività, chi ne trarrà benefici?», si è chiesto Bombardieri. «Il rischio è che i profitti siano appannaggio solo delle imprese, con salari fermi, meno occupati e più concentrazione di ricchezza. Noi, invece, vogliamo discutere di come redistribuire la ricchezza». E il leader della Uil espone con chiarezza la sua ricetta: «Ridurre l’orario a parità di trattamento economico resta il nostro obiettivo prioritario».
L'AI farà davvero strage di posti di lavoro? Ecco chi continuerà a essere insostituibile, i problemi che i «bot» non sanno risolveredi Luca Angelini








