Alcune decine dei 250mila spettatori del concerto che terrà venerdì il cantante romano Ultimo a Tor Vergata, uno dei più grandi nella storia della musica mondiale, sono già lì. Da oltre una settimana dormono in tenda nel punto dove si apriranno i cancelli, passando buona parte delle giornate sotto il sole per essere sicuri di entrare per primi e conquistare un posto sotto al palco, attaccati alla transenna. E sono molto organizzati.
Un fan italiano che vive in Germania, tra i primi arrivati, ha raccontato di aver stampato centinaia di braccialetti numerati da distribuire man mano alle persone che arrivano «per tenere un po’ di ordine nella fila». Altri due ragazzi si sono assunti la responsabilità di organizzare “l’appello”, cioè la chiamata a orari stabiliti in cui ogni persona in lista deve rispondere per dimostrare di essere ancora presente in fila: chi non risponde perde il proprio numero e la posizione conquistata.
Già il 24 giugno, dieci giorni prima del concerto, lo staff di Ultimo aveva diffuso un appello invitando i fan a «non esporsi alle temperature proibitive di questi giorni e non campeggiare nei pressi dell’area con così tanto anticipo», ringraziando però per «questo incredibile atto d’amore». Loro sono rimasti lì lo stesso, accampati sotto a un tendone montato dall’organizzazione subito fuori dagli ingressi previsti per l’evento.














