A Firenze torna alla luce un calendario realizzato nell’883, dove già viene corretto lo scarto tra calendario giuliano e anno solare. Il ritrovamento retrodata di oltre sette secoli la piena consapevolezza di questo fenomeno, formalizzata solo con la Riforma Gregoriana del 1582, a testimonianza dell’elevato livello di conoscenze scientifiche presenti nella città in epoca carolingia. La scoperta si deve a uno studio condotto da Francesco Vizza, ricercatore emerito associato del Consiglio nazionale delle Ricerche, già direttore dell’Istituto di chimica dei composti organometallici (Cnr-Iccom) e studioso della storia del calendario gregoriano, con il supporto di Giuseppe Giari, archivista dell’Opera di Santa Maria del Fiore.
Il manoscritto, conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana, rivela competenze astronomiche sorprendentemente avanzate, valorizzando il ruolo di Firenze nella cultura scientifica carolingia.
I suoi compilatori avevano infatti riconosciuto che il sistema cronologico allora in uso non seguiva con precisione il moto reale del Sole: le date dei fenomeni celesti risultavano già anticipate di circa tre giorni rispetto a quelle ufficiali del calendario in uso.
“Il calendario si trovava in un Sacramentario proveniente dall’Opera del Duomo e sebbene fosse già stato segnalato nel 1757 dall’astronomo gesuita Leonardo Ximenes, il suo significato per la storia dell’astronomia e della misura del tempo non era mai stato adeguatamente valorizzato”, spiega Frncesco Vizza. “La storiografia ha tradizionalmente sostenuto che soltanto a partire dal XIII secolo si sviluppò una piena consapevolezza dello scarto tra il calendario giuliano e l’anno solare”.







