Nel 2025 il consumo di gas naturale è aumentato quasi del 2%, passando da 61 a 62,1 miliardi di mc. Dopo il forte calo registrato nel 2022 e nel 2023 (-10% in entrambi gli anni) e il lieve recupero del 2024 (+1,2%), questo incremento rappresenta un ulteriore segnale positivo per il settore. La ripresa è stata sostenuta pressoché interamente dai consumi del settore termoelettrico che sono aumentati del 6,6%, principalmente per compensare il calo delle importazioni nette di elettricità.

Cresce anche la produzione nazionale, che passa da 2,6 a 3 miliardi di mc, con Eni che si conferma al primo posto con il 56,7% del totale. Leggero aumento anche per le esportazioni che tornano ai livelli del 2023 (2,1 mld mc). Il livello di dipendenza dall’estero, misurato come rapporto tra le importazioni nette e il valore lordo dei consumi nazionali, è leggermente diminuito: nel 2025 il 94,3% del gas disponibile in Italia è arrivato dall’estero (nel 2024 era pari a 95,2%). In ripresa le importazioni, salite da 59,5 a 61,6 miliardi di mc (+3,6%), per effetto del raddoppio dei flussi provenienti dagli Stati Uniti e un notevole aumento di quelli dal Nord Europa (+43% sia dalla Norvegia sia dall’Olanda). Crescono anche i volumi provenienti dai Paesi di più recente ingresso nel mix di approvvigionamento (Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, Nigeria, Mauritania e Senegal) che passano da 0,9 a 2,2 mld m3 mentre, al contrario, si riducono le importazioni dai fornitori storici (Algeria, Azerbaigian, Qatar e Libia). Anche i quantitativi statisticamente attribuiti alla Russia (legati a maggiori erogazioni dagli stoccaggi austriaci in transito da Tarvisio) sono diminuiti drasticamente, passando da 5,7 mld m3 nel 2024 a 972 milioni mc.