| 2 Luglio 2026 14:03 |

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(Adnkronos) – Dolore cronico, lesioni ricorrenti, limitazioni nelle attività quotidiane, difficoltà nelle relazioni sociali e affettive, disagio psicologico. È il peso, spesso invisibile, dell’idrosadenite suppurativa (Hs), una patologia infiammatoria cronica della pelle che colpisce prevalentemente le aree ascellari, inguinali e anogenitali e che si manifestano con noduli, ascessi, tragitti fistolosi e lesioni avanzate che possono evolvere in cicatrici retraenti e invalidanti. Tali lesioni si associano a dolore e prurito anche di notevole intensità. Nonostante il forte impatto sulla qualità di vita, l’Hs continua a essere una malattia poco conosciuta e spesso sottodiagnosticata. In molti casi il percorso verso una diagnosi corretta può richiedere anni, con conseguenze importanti sull’evoluzione della malattia e sulle opportunità di trattamento.

A breve distanza dalla Giornata mondiale dell’idrosadenite suppurativa, celebrata all’inizio di giugno, Ucb rinnova il proprio impegno a favore delle persone che convivono con questa patologia – informa una nota – sostenendo iniziative che guardano non solo all’innovazione terapeutica, ma anche alla necessità di migliorare i percorsi assistenziali e accrescere la consapevolezza sull’impatto che la malattia ha sulla vita quotidiana. “Siamo un’azienda biofarmaceutica globale che ricerca, sviluppa e rende disponibili innovazioni terapeutiche, ma oggi questo non basta – afferma Ivan Di Schiena, Access, Sustainability & Public Affairs Head di Ucb Italia – Per esprimere pienamente il proprio valore, l’innovazione deve essere accompagnata da modelli organizzativi efficaci e da percorsi di presa in carico adeguati. Per questo il nostro impegno va oltre lo sviluppo di nuove terapie e si estende a tutti gli aspetti che possono contribuire a migliorare concretamente la vita delle persone”.