L’allarme della madre e le ricerche
Un intervento delicato, condotto con empatia, ascolto e grande attenzione, ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Azzano Decimo di soccorrere un giovane del pordenonese che si trovava in un momento di grave fragilità emotiva.L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 1 luglio 2026, intorno alle 13.30, quando alla Centrale Operativa dell’Arma è arrivata la richiesta d’aiuto di una madre molto preoccupata. La donna ha riferito che il figlio, 28 anni, già seguito da strutture sanitarie locali per problematiche di natura psicologica, si era allontanato da casa da circa un’ora, chiudendosi al dialogo e facendo temere il rischio di gesti estremi.Ricevuta la segnalazione, la pattuglia si è subito attivata. Grazie alla conoscenza del territorio, i militari hanno concentrato le ricerche nelle aree rurali della zona, controllando in particolare le sponde del fiume Sile.
Il giovane trovato sull’argine
Poco dopo le 15, in località Madonna del Bembo, i Carabinieri sono riusciti a individuare il ragazzo. Era seduto da solo sull’argine del fiume, con lo sguardo rivolto verso l’acqua, in evidente stato di sofferenza e smarrimento.Consapevoli della delicatezza della situazione, i militari hanno scelto un approccio prudente. Uno di loro, che già conosceva il giovane, si è avvicinato con cautela, avviando un dialogo amichevole e rassicurante. L’altro componente dell’equipaggio è rimasto a distanza, pronto a intervenire in caso di necessità, ma senza creare pressione.Durante il colloquio, i Carabinieri hanno ascoltato il ragazzo, che ha raccontato il proprio malessere e una forte insofferenza. Per evitare possibili reazioni emotive, i militari non hanno fatto riferimento alla segnalazione dei familiari, spiegando la loro presenza con la preoccupazione per la sua salute, anche alla luce del forte caldo.








