Il titolare della Difesa avverte Tel Aviv sui rischi dell'isolamento internazionale: "Da Gaza alla Flotilla, Netanyahu rischia di pagare un prezzo altissimo nel lungo periodo"
L'aumento delle spese per la difesa e le ventilate dimissioni ("Perché dovrei?"), l'accelerazione della Difesa comune europea ("Non più rinviabile"). Le polemiche "strumentali" dei voli Usa in Italia verso il Medio Oriente, la trasformazione della missione Unifil in Libano sul modello della Nato in Afghanistan, le dure critiche alla politica di Netanyahu ("Errore storico, che dovrebbe preoccupare gli israeliani"). Tanti argomenti importanti trattati dal ministro della Difesa Guido Crosetto in una lunga intervista a cura di Alessandro De Angelis pubblicata su La Stampa.
Le spese militari
Prima di tutto le spese militari, il cosiddetto Fondo Safe, l'accesso ai fondi stanziati dall'Unione Europea per sostenere le spese militari dei Paesi membri. In sostanza finora hanno frenato Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giorgetti, mentre Crosetto continuava a spingere per un nuovo prestito. "Per accedervi", mi risultano, "tempi maggiori rispetto a un mese. Potremmo magari usarlo per finanziare gli impegni del 2027" e poi: "La lealtà verso il governo non mi impedisce di dire ciò che ritengo giusto. Il mio compito è rappresentare le esigenze della Difesa. Poi le decisioni spettano all'esecutivo e sono certo che gli impegni verranno rispettati".






