Genova – Un grande vascello argentato sul palco, a bordo c’è la band. Il vento scuote le bandiere piratesche e con la croce di San Giorgio. Vessilli che circondano l’Arena del Mare del Porto Antico, che per quattro serate, con 20mila presenze, diventa la “tana" di Bresh. La pioggia e il vento del pomeriggio rendono il mare nervoso e l’aria fresca, ma, nonostante qualche comprensibile ritardo nell’apertura dei cancelli, non ostacolano lo show. Ma anzi paradossalmente lo rendono dall’atmosfera più marinaresca e affascinante. Il cantautore genovese, che ha da poco pubblicato la versione deluxe del suo ultimo album “Mediterraneo”, parte subito a vele spiegate con “La tana del granchio”, il brano che presentò a Sanremo, “Umore marea” e “Andrea”. L’emozione iniziale, davanti alla propria gente, è forte, ma va domata come i capitani fanno con le tempeste. Il live targato Altraonda è denso e stratificato, anche grazie a una band vasta e collaudata: ci sono i fiati di Giulio Tullio, Francesco Montisano e Matteo Pontegavelli, le tastiere di Michele Bargigia, le percussioni di David Pecchioli, la batteria di Andrea Polidori, i cori di Cristiana Cattaneo, Claudia Ginga e del genovese Roberto Tiranti, eccellente cantante dalla grande esperienza nazionale e internazionale. Una menzione speciale va a Dibla alla chitarra e a Shune al basso, i produttori con cui Bresh, nel cuore dello show, si ritaglia anche un momento più intimo, rievocando i pezzi più vecchi, i tesori da cui è partito il suo cammino. “Genova sei stupenda”, dice l’artista, che non elemosina consenso e non cerca ruffianerie, neppure quando canta “Creuza de ma” di Fabrizio De André e il suo brano in genovese “Aia che tia”. “Non si vuole imitare, ma solo tributare un mondo”, dice la voce di Bogliasco. In scaletta ci sono anche “Parlar d’amore”, su cui spunta a sorpresa anche Sayf, “un grande artista e una persona bellissima”, dice Bresh, “Altamente mia”, “Agave” e l’immancabile “Guasto d’amore” su cui si alzano le sciarpe e le bandiere del Genoa. Il bis è alla vecchia, ovvero con la riproposizione di una delle canzoni più cantate dal pubblico nella prima fase dello show, si tratta di “Dai che fai”. La capacità di Bresh è quella di trasformare racconti personali, sentimenti, frammenti di quotidiano in cori collettivi, onde d'un mare in cui tutti possono rispecchiarsi. I suoi concerti lo dimostrano: si crea una comunità sotto il palco, una ciurma dai cui nessuno si sente escluso. E questa è una magia. Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio si replica. Il viaggio continua.
Bresh, più forte di vento e pioggia: “Genova, sei stupenda”
Il cantautore esordisce all’Arena del Mare del Porto Antico per la prima di quattro date sold out. E arriva a sorpresa Sayf







