La brezza marina di Genova può soffiare anche lontano dalla Lanterna (è il simbolo della città con i suoi 77 metri di altezza è il faro più alto del Mediterraneo, ndr). Succede poi che Bresh, giovedì 6 novembre, quella brezza l’ha portata all’Unipol Forum di Milano, con il bel colpo d’occhio del tutto esaurito. In occasione del suo esordio nel palazzetto milanese, il cantautore ligure ha condotto il pubblico nel suo immaginario musicale fatto di cime, vento, partenze e ritorni, rotte diverse. Un po’ come la città dove è cresciuto e che, come cantava Ivano Fossati, “si vede solo dal mare”. E non è un caso che due dei tre dischi dell’artista si chiamino “Oro blu” e “Mediterraneo”. Lo show, durato circa due ore, è stato concepito con la forma di un viaggio dalla Liguria verso la dimensione interiore dell’artista.
L’immaginario del mare è il filo conduttore
A fare da filo conduttore al live è stato il mare. Dai testi delle canzoni ai visual fino alla scenografia, con un relitto incastonato sul palco e delle vele a scendere dal tetto e muoversi lentamente come tirate da marinai invisibili. Al centro della nave di legno, un ponte levatoio che Bresh ha attraversato per aprire il concerto con la sanremese “La tana del granchio”, subito cantata forte dal pubblico, “Umore marea” e “Andrea”, brano che parla del suo percorso artistico e della scoperta di se stesso.






