Genova - Dai 150-300 euro per un post su Facebook su una pagina con 300mila follower agli 8-10mila per un video su TikTok di una creator con 3 milioni di follower, sino agli oltre 50mila euro per un video pubblicato su un canale su YouTube con più di 1 milione di iscritti: anche in Italia, l’influencer marketing continua a macinare guadagni importanti, che fanno spesso impallidire le professioni più tradizionali. Secondo il sesto report annuale di DeRev, società specializzata in comunicazione digitale, basato sull’analisi di circa 5mila profili italiani fra giugno dell’anno scorso e giugno di quest’anno, nel nostro Paese la creator economy vale ormai 425 milioni di euro, con un aumento del 10,4% rispetto al 2025 (qui i dati dei precedenti 12 mesi); si tratta del tasso di crescita più alto dal 2023, quasi 3 volte quello registrato nel 2025 (+4,05%). XIX Tech: le ultime notizie dal mondo della tecnologia
Crescono i piccoli, calano i grandi È una crescita complessiva del mercato che però non vale per tutti. Come già nei 3 anni precedenti, il listino compilato da DeRev registra un calo dei compensi delle cosiddette Celebrity (i profili con oltre 1 milione di follower) su tutte le 4 piattaforme considerate: -18,8% su Facebook, -9,5% su Instagram, -8,6% su TikTok e -2,4% su YouTube. L’analisi mette di nuovo in luce una contrazione economica che riflette un crescente disinteresse da parte delle aziende per community che sono sì enormi ma anche molto generaliste, con cui il ritorno dell’investimento pubblicitario è difficilmente misurabile e invece il rischio di un danno d’immagine è sempre presente. Da DeRev hanno fatto notare come questa tendenza sia “confermata anche dalle preferenze delle persone, sempre più spostate verso creator più vicini, che parlano di argomenti per loro interessanti e non mostrano vite inarrivabili”: il 63,2% delle Celebrity ha perso follower su Instagram nel corso degli ultimi 12 mesi, mentre il pubblico dei creator medio-piccoli o piccoli è cresciuto mediamente del 17,7% e del 16,9%. È innegabilmente l’onda lunga del caso Ferragni (qui la nostra analisi dopo il suo proscioglimento): “Quel caso non è la causa del declino delle Celebrity, ma ne rappresenta un acceleratore, perché ha fatto luce su quanto possa essere gravoso per un’azienda il legame con un personaggio altamente esposto - ha spiegato il CEO di DeRev, Roberto Esposito - La credibilità di un creator si basa sulla fiducia riposta in lui da chi sceglie di seguirlo. Quando questa viene meno, i brand si ritirano rapidamente e lo fanno in misura molto maggiore di quanto suggerisca la sola perdita di follower. In questo momento il mercato italiano è molto più attento al rischio reputazionale di quanto non fosse 3 anni fa”. In questo quadro, il settore della moda e del beauty è quello che guida ancora il mercato con il 27% degli investimenti in Influencer marketing, in crescita di un punto rispetto al 2025; al secondo posto si confermano i post legati a cibo e bevande, con il 18% e stabili rispetto all’anno precedente. Seguono la tecnologia e viaggi e lifestyle, entrambi al 13,5%, mentre fra i settori relativamente in crescita ci sono sport e tempo libero (dall’8 al 9%) e la finanza personale, che cresce dal 2,5 al 3% e dove i creator qualificati e autorevoli sono ancora pochi.







