«Non abbiamo mai svolto attività belliche né di dual use. Ma siccome capiamo che sia un tema sensibile, abbiamo deciso di rivedere la collaborazione con Leonardo per l’anno prossimo». Andrea Bottino, professore del Politecnico e responsabile scientifico del Master HumanAIze, svolto con l’Università di Torino, scioglie i nodi di una vicenda sottile ma indicativa della tensione che si è creata intorno alla ricerca in ambito bellico. Che cos’è il master HumanAIze HumanAIze è un master dei due atenei torinesi con il contributo di Stem by women e della Fondazione Compagnia di San Paolo. Da quattro anni è aperto ai laureati in ambito umanistico che vogliano avvicinarsi all’ambito dell’intelligenza artificiale. Costa 5 mila euro, dura un anno, e al termine prevede un tirocinio da 350 ore con alcune aziende partner, con cui i giovani possono sviluppare progetti definiti insieme. Nell’elenco delle aziende ci sono anche imprese che possono svolgere anche attività di dual use, ma il direttore scientifico Bottino precisa che «i progetti del master sono definiti e verificati dal Comitato Scientifico e non hanno mai avuto a oggetto attività militari, belliche o lo sviluppo di tecnologie dual use». Spiega, infatti, che il master presenta un modulo didattico apposito sull’etica della ricerca, e che ogni progetto viene selezionato e verificato dagli atenei. Eppure, le critiche sono arrivate lo stesso. Sulla presentazione della nuova edizione del master il nome Leonardo Nel momento in cui in una delle brochure di presentazione della nuova edizione del master, è spuntato il nome dell’azienda Leonardo, da anni attenzionata dagli studenti che portano avanti istante antimilitariste. «Il nome di Leonardo è comparso accanto a quello di un’esperta di intelligenza artificiale che collabora con noi da anni – spiega il responsabile scientifico – Lei nel corso del tempo ha cambiato diverse aziende fino ad arrivare a Leonardo. Siccome sono anni che dà un importante contributo al master, volevamo continuare la collaborazione». La reazione degli studenti e la sensibilità urtata A sollevare il tema, però, sono stati i rappresentati di Studenti indipendenti durante la commissione didattica del Senato dell’Università, in cui non erano presenti né il responsabile del Politecnico, Bottino, né la referente di UniTo Viviana Patti. «Non abbiamo quindi avuto modo di spiegare il contesto intorno al nome di Leonardo – precisa lui – e la discussione ci è stata comunicata solo dopo». A quel punto, però, il master ha preso una decisione: sospendere la collaborazione con l’esperta – almeno a livello formale, è stata infatti cancellata dalle presentazioni del master – non per una questione personale, ma per «la particolare sensibilità pubblica oggi associata alle collaborazioni universitarie con aziende attive anche in settori tecnologici complessi – spiega Bottino – Preciso che gli iscritti al master possono decidere in quale azienda fare tirocinio e in generale gli studenti sono sempre liberi di collaborare con chi vogliono». Eppure il nome è stato rimosso. Perché? «Viste le problematiche sollevate, abbiamo deciso di tenerne conto, siccome il tema è sensibile» conclude Bottino. Intanto gli Studenti Indipendenti sui social festeggiano la loro «vittoria». Rilanciano: «Chiediamo attenzione verso le industrie che fanno business sull’instabilità politica, la guerra e la militarizzazione del sapere. Come Thales Alenia, Iveco Group e Tunnel Euralpin»
Pressing degli studenti, Leonardo sparisce dalla brochure del master universitario
Rimosso il nome dell’azienda, il docente responsabile: «Tema critico, ne prendiamo atto»







