Shanghai, al Museum of Art Pudong, si apre “Solo”, la più grande retrospettiva mai realizzata all’estero dedicata a Giorgio Morandi e la prima grande mostra monografica dell’artista in Cina. Oltre 140 opere tra dipinti, incisioni, acquerelli e disegni raccontano l’intero percorso di un autore che continua a parlare una lingua profondamente contemporanea e universale, fatta di silenzio, equilibrio, concentrazione e attenzione all’essenziale. Curata da Lorenzo Balbi, la mostra prende questo titolo perché Morandi basta a sé stesso, perché questa è la più ampia esposizione mai organizzata fuori dall’Italia e perché, per la prima volta, si trova al centro di una scena culturale nuova e vastissima come quella cinese. Ma “Solo” ci fa pensare anche all’assolo musicale, quel momento in cui una voce unica sostiene da sé tutto il tempo dell’ascolto. Verrebbe quasi da dire che Morandi abbia suonato per tutta la vita una sola nota, perché i suoi quadri sembrano sempre lo stesso quadro. E invece non lo sono mai. Cambiano i colori, cambiano gli equilibri, cambia la disposizione degli oggetti, cambia la luce. Persino il formato delle opere nasceva da una decisione precisa, perché Morandi si faceva costruire i telai in funzione dell’idea che aveva in mente. Dietro quella apparente ripetizione si nasconde un lavoro lentissimo, meditato, quasi ossessivo, che richiede allo spettatore lo stesso livello di attenzione. Vedere oltre 140 opere riunite nello stesso luogo diventa così un esercizio di osservazione e di meditazione, quasi un esercizio intimo sulla percezione. Le sue composizioni, con i loro rapporti delicatissimi tra pieni e vuoti, sembrano suggerire una sensibilità molto vicina a quella orientale, dove il vuoto non rappresenta un’assenza ma uno spazio fertile, una potenzialità che permette alle cose di accadere. Forse è anche per questo che, osservata oggi a Shanghai, la pittura di Morandi appare quasi mistica, come se quelle bottiglie e quei vasi custodissero qualcosa che va oltre la loro forma e continuasse a parlare a chiunque, indipendentemente dalla lingua e dalla geografia.
"Solo", la mostra di Morandi è poliglotta
Riunite a Shanghai 140 opere del maestro della natura morta. Che parlano la lingua di oggi e di tutti i Paesi del mondo






