Ventiquattr'ore dopo le consacrazioni episcopali celebrate a Écône senza il mandato del Pontefice, è arrivata la risposta ufficiale della Santa Sede. Proprio come avvenne nel 1988, il Vaticano ha pubblicato il decreto con cui certifica, sul piano del diritto canonico, il compimento dello scisma. Una sorta di bollino giuridico che prende atto di una frattura già consumata nel momento stesso della consacrazione dei quattro nuovi vescovi lefebvriani.
Il documento, firmato dal prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Víctor Manuel Fernández, ricostruisce anzitutto il lungo percorso di dialogo tentato dalla Santa Sede. «Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da monsignor Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani», si legge nel testo.Secondo il Vaticano la situazione «si è ulteriormente aggravata» con le consacrazioni episcopali celebrate «senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico». Per questo il Dicastero afferma di non poter fare altro che prendere atto della configurazione «del delitto di scisma», con tutte le conseguenze canoniche previste per i ministri sacri e per i fedeli coinvolti.Richiamando quanto già stabilito nel 1988 dopo le consacrazioni compiute da monsignor Marcel Lefebvre, il decreto ribadisce che «tale disobbedienza, che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano, costituisce un atto scismatico». Da questo momento, prosegue il documento, «i sacerdoti appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici».Per i fedeli laici la Santa Sede introduce una precisazione importante. Sono da ritenersi scismatici e incorsi nella scomunica coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità, facendo propria la rottura con la comunione ecclesiale. Non si tratta dunque di un automatismo che riguarda chiunque partecipi occasionalmente a una celebrazione, ma di un'adesione consapevole e stabile allo scisma.Il decreto contiene anche un severo avvertimento sul piano sacramentale. I sacerdoti lefebvriani, afferma il Dicastero, «amministrano illecitamente i sacramenti»; inoltre il sacramento della Penitenza da loro celebrato e i matrimoni da essi assistiti sono dichiarati invalidi.Accanto alla fermezza giuridica resta tuttavia aperta la prospettiva della riconciliazione. La Santa Sede ribadisce infatti la disponibilità ad accogliere quanti «desiderano tornare alla piena comunione» con la Chiesa cattolica. Saranno ora i nunzi apostolici a trasmettere ai vescovi di tutto il mondo le indicazioni operative per affrontare i diversi casi pastorali che potranno presentarsi nelle diocesi.L'ultima raccomandazione è rivolta ai fedeli: evitare nel modo più assoluto di partecipare alle celebrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per non alimentare una frattura che, dopo quasi quarant'anni di tentativi di dialogo, la Santa Sede considera ormai formalmente sfociata nello scisma.










