Il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno ha quasi completamente raso al suolo diverse aree del Paese, tra cui Catia La Mar, una zona costiera situata nello Stato settentrionale di La Guaira. Fin dai primi istanti successivi ai crolli, la situazione si è rivelata drammatica. Sotto le macerie dell'edificio in cui prestava servizio, è rimasto sepolto Hernan Gil, una guardia giurata di 43 anni, bloccato all'interno della propria garitta di sicurezza.
Nei giorni immediatamente successivi alla catastrofe, lo scenario nello Stato di La Guaira, l'area più colpita, si è fatto sempre più cupo. Sulle rovine di decine di palazzi è comparsa una grande lettera D dipinta a spruzzo con la vernice, simbolo internazionale che sta per "deceduto" nelle operazioni di ricerca e soccorso post-terremoto, un segno inequivocabile che segna la fine di ogni speranza di ritrovare sopravvissuti in quei punti. Nel frattempo, il bilancio complessivo della tragedia ha continuato ad aggravarsi costantemente: dai quasi 2.000 morti registrati fino a martedì, le stime aggiornate dal presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, hanno documentato 2.295 vittime accertate e oltre 11.000 feriti. Di fronte a questa immane perdita, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha ufficialmente dichiarato sette giorni di lutto nazionale in omaggio alla memoria delle vittime.











