Pistoia, 24 marzo 2026 – Al campo B di Pistoia Ovest non si respira l’aria ingessata dei grandi eventi ufficiali e anche i tanti rappresentanti delle istituzioni passati di qui, quasi si mimetizzano. C’è l’odore dell’erba tagliata, il rumore dei tacchetti sull’asfalto prima di entrare nel rettangolo verde e quel brusio eccitato che solo il calcio di base sa regalare. Dimenticate i pietismi. In campo, la sinergia tra i ragazzi del settore giovanile e gli atleti della Pistoiese For Special non è un esercizio di stile, è una partita. Si corre, si sbaglia, si segna e si esulta. E poi, si stringono le mani ai campioni, si fanno domande curiose, ci si prende in giro per i fisici non più da massima serie. Ma la classe resta. Massimo Taibi sembra non aver mai smesso anche se non fioca fra i pali e la parata più bella la fa un ragazzino della For Special: che gioia e che sorrisi. Insieme a loro, a sudare in squadre miste, ci sono le facce che il calcio conosce bene: Carobbi, Colombo, Mangoni, Pagotto, Valiani, Ferioli, Collacchioni, Vanigli e Calanchi.

Leggende e giovani del vivaio in campo con la Pistoiese For Special per abbattere l’isolamento

E c’è anche il presidente Sergio Iorio, che ha svestito i panni istituzionali per infilarsi gli scarpini e correre insieme ai suoi ragazzi, dimostrando che questo progetto lo sente addosso, come una seconda pelle. La sensazione è che la Pistoiese abbia fatto centro su un punto fondamentale: l’indipendenza e l’inclusione. Per alcuni di questi giovani la vita quotidiana non è facile; a volte i coetanei sanno essere spietati e sanno come tenerti a distanza. “Ci sono compleanni a cui alcuni ragazzi non sono stati invitati” conferma l’amministratore delegato della Pistoiese, Fabio Fondatori, più sdegnato che rassegnato. Ed ecco che la festa dello scorso Natale organizzata dalla società ha ripagato tutti. Che soddisfazione. La consapevolezza di essere. Di valere.