Pubblicato il Preliminary Report dell’Independent International Scientific Panel on Artificial Intelligence: le capacità dell’AI evolvono più rapidamente rispetto alle capacità di misurarle o gestirle

Con le attuali misure di sicurezza l’Europa non riesce a stare al passo con la crescita dell’intelligenza artificiale. A mettere in guardia le istituzioni del nostro continente è l’Independent International Scientific Panel on AI, il gruppo di esperti e scienziati dell’Onu nato per colmare il divario di conoscenze sull’AI e valutare l’impatto della tecnologia sull’economia e la società.Il Panel ha pubblicato il Preliminary Report: un rapporto nel quale viene presentata la prima valutazione scientifica globale e indipendente delle opportunità, dei rischi e degli impatti dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un lavoro preliminare, che fornisce la base di dati per informare la politica globale in vista di un successivo rapporto completo, la cui pubblicazione è prevista per il 2027.

I rischi dell’AIDal report emerge chiaramente che le capacità dell’AI stanno evolvendo più rapidamente rispetto alle capacità di misurarle o gestirle. I governi si trovano ad avere a che fare con una tecnologia che evolve estremamente rapidamente, capace di gestire compiti sempre più complessi, molto più veloce dei processi necessari a regolarla. A ciò si aggiunge anche un ulteriore elemento di complessità: fattori determinanti per l’AI come la potenza di calcolo, capacità di dati e ingegneristiche sono concentrate in un numero limitato di Paesi e aziende. Affinché l’AI sia utile è invece necessario che essa si adatti al contesto locale, in settori come la sanità, l’istruzione, la sicurezza alimentare, la produttività economica. Per gli esperti infatti l’AI può ampliare le capacità umane per esempio attraverso un’istruzione personalizzata, strumenti per la salute mentale e tecnologie assistive.