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Massimo Sideri

Il fisico, padre del microchip: «Oggi i software servono a fregare la gente. Mi dedicherò al libero arbitrio»

Di lui hanno parlato e scritto in molti. Ma tra le tante definizioni, alcune passate alla storia, ce n’è una che con il senno di oggi acquista un significato particolare: «Senza Federico Faggin la Silicon Valley sarebbe stata solo una valley». Copyright di Bill Gates. È stato, quello del padre della Microsoft, noto nerd, il riconoscimento definitivo della paternità del microprocessore, forse l’oggetto più piccolo al mondo che ha avuto il più grande impatto sulla nostra vita di terrestri.

Riconoscimento ottenuto non senza lacrime, quelle di Faggin stesso, e sudore, quelle della moglie Elvia («Senza di lei non avrei avuto la forza di lottare per il riconoscimento della mia invenzione che mi volevano rubare» ha ricordato lui stesso). A confermarlo, non ultimo, c’è stato anche un certo Barack Obama che da presidente degli Stati Uniti gli ha conferito la National Medal of Science, Technology and Innovation, il maggior riconoscimento del settore. Era il 17 novembre del 2010. Eppure ora, dopo 57 anni spesi a vivere e a dare forma e significato alla Silicon Valley, il fisico ha deciso di tornare definitivamente a vivere in Italia. Base? La sua Vicenza. «Naturalmente una persona, alla mia età, torna dove è nato. Per me non è una sorpresa. Prima o dopo sarei tornato: Vicenza è la città dove sono nato, ho studiato. Vicenza è casa. Mia moglie mi ha raggiunto. Siamo già residenti qui, non siamo più a Los Altos».