Federico Faggin torna a Vicenza dopo 57 anni passati negli USA. L’inventore del microprocessore, figura chiave tra Intel, Zilog e la Silicon Valley delle origini, oggi legge la traiettoria dell’industria digitale con un giudizio severo: troppa ossessione per business, controllo dei dati e automazione; poca attenzione a coscienza, responsabilità e libertà della persona. Faggin fa il punto con un’intervista pubblicata ieri toccando anche il cruciale tema dell’intelligenza artificiale: l’Europa prova a regolare i sistemi ad alto rischio e gli USA continuano a muoversi con un approccio molto più frammentato.
Faggin nasce a Vicenza nel 1941, si forma tra l’Istituto tecnico industriale Rossi, l’Università di Padova e l’Olivetti, poi approda Oltreoceano alla fine degli anni ’70.
In California partecipa a una stagione tecnica irripetibile: la silicon gate technology, il progetto Intel 4004, i successivi 8008 e 8080, quindi la fondazione di Zilog e il successo dello Z80. Intel 4004 debutta nel novembre 1971 come primo microprocessore commerciale; integra circa 2.300 transistor e trasforma una funzione prima distribuita su più circuiti in un singolo chip programmabile. Da lì discende una parte enorme dell’informatica personale, industriale e mobile che usiamo ogni giorno.






