<p>A margine del convegno dei banchieri centrali di Sintra, in Portogallo, è tornata nei diversi conciliaboli la voce di una possibile anticipata fine del mandato della presidente della <strong>Bce</strong>, che si dimetterebbe all'inizio della primavera del prossimo anno per dare modo al presidente <strong>Emmanuel Macron</strong>, il cui mandato scade a fine maggio, di decidere chi le succederà, così come accaduto con la <strong>Banca di Francia</strong>, il cui governatore <strong>François Villeroy de Galhau</strong> si è dimesso consentendo a Macron di nominare il successore, <strong>Emmanuel Moulin</strong>, entrato in carica lo scorso 2 giugno.

L’intento era ed è di evitare che queste decisioni divenissero (nel primo caso) e ancora possano diventare (nel secondo) competenza di una maggioranza politica e di un <strong>governo di estrema destra</strong> che potrebbe uscire dalle <strong>elezioni politiche francesi</strong> del <strong>2027</strong>. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Dunque <strong>Lagarde</strong>, il cui incarico termina a <strong>fine 2027</strong>, anticiperebbe l'uscita di sei/sette mesi, non più come tempo fa si era vociferato, cioè una fine del mandato già quest’anno.