Nelle Highlands scozzesi c'è chi giura di averlo visto attraversare la brughiera al tramonto. Più grande di un gatto domestico, più elegante di un gatto selvatico, con un mantello nero che sembra assorbire la luce e due occhi che brillano nel buio. Per anni è stato considerato una sorta di fantasma delle foreste, una creatura sospesa tra realtà e leggenda. E invece il gatto Kellas esiste davvero. La sua storia è una delle più affascinanti del mondo felino, perché racconta l'incontro tra due universi che raramente si sfiorano: quello del gatto domestico che vive accanto all'uomo e quello del gatto selvatico scozzese, uno dei felini più rari e minacciati d'Europa.

Un mistero nato nelle foreste della Scozia

Il nome Kellas deriva dall'omonimo villaggio della Scozia nord-orientale, dove alcuni esemplari furono osservati per la prima volta nel corso del Novecento. Chi li incontrava raccontava sempre la stessa cosa: sembravano gatti, ma qualcosa non tornava. Erano troppo grandi, troppo robusti, troppo diversi dai normali felini di casa. Alcuni raggiungevano dimensioni impressionanti, con corpi muscolosi e code folte che ricordavano quelle dei predatori selvatici. Per decenni si è discusso sulla loro identità. C'era chi parlava di una nuova specie e chi di un animale sconosciuto sopravvissuto nelle zone più remote della Scozia. La verità si è rivelata altrettanto sorprendente.