ABelgrado, in Serbia, c’è un punto della città dove il tempo sembra avere una consistenza diversa. È lo spazio accanto a un cassonetto, dove le presenze diventano abitudine e le abitudini, per chi passa, rischiano di diventare invisibili. Eppure lì c’è un gatto che è impossibile non vedere. Non per il luogo in cui si trova, ma per il modo in cui guarda il mondo.

Uno dei suoi occhi è blu, profondo e quasi trasparente, come una superficie d’acqua ferma. L’altro è verde intenso, vivo, con una luce che sembra resistere a tutto ciò che lo circonda. Insieme formano uno sguardo spezzato e perfetto allo stesso tempo, come se due storie diverse fossero finite nello stesso corpo.

“Avevo più paura io di lei, ma il cane Meisha senza occhi mi sta insegnando cosa vuol dire fidarsi”

Una differenza che nasce dentro il colore

Questa caratteristica si chiama eterocromia, e non è una malattia ma una variazione naturale della pigmentazione. Dipende dalla melanina, il pigmento che determina il colore dell’iride: quando la sua distribuzione non è uniforme durante lo sviluppo, i due occhi possono assumere tonalità diverse. Nel suo caso, la combinazione tra blu e verde crea un contrasto raro, che non passa inosservato e che sembra quasi amplificare la fragilità del contesto in cui vive.