La macchina investigativa della polizia francese è al lavoro per fare luce sulle cause che avrebbero portato alla morte del biologo marino massese Lorenzo Bramanti. Il 52enne, che lavorava per il Centro Ricerche nazionale francese (Cnrs), è stato trovato morto lunedì nella sua abitazione a Banyuls-sur-Mer, un comune dell’Occitania di appena 4mila anime. A dare l’allarme sarebbe stata un’amica. Al momento gli investigatori stanno sentendo colleghi e amici della vittima e non escludono alcuna ipotesi. È stata disposta l’autopsia che verrà effettuata domani. La famiglia di Bramanti si trova in Francia per seguire la situazione da vicino. Il ricercatore era fortemente legato alla Spezia in particolare a Porto Venere. Era una autorità in materia di immersioni e aveva in mente di superare il record di -200 metri. Era un esperto internazionale di osservazione oceanografica, coralli e posidonia. La sua professione lo aveva portato a girare il mondo e qualche settimana fa era stato in Honduras per partecipare ad un evento internazionale sul clima. Da dicembre a febbraio aveva guidato una spedizione scientifica tra i ghiacciai dell’Antartide organizzata dal Cnrs francese in collaborazione con l’associazione Under The Pole. Un viaggio straordinario di tre mesi con un team di 14 persone a bordo di una barca a vela lunga 18 metri. La missione era finalizzata a raccogliere dati sulla zona mesofotica, quella compresa tra 50 e 150 metri di profondità in mare, un record di immersione fino a quel momento ineguagliato. Bramanti lascia papà Gianni, ex titolare dello scatolificio La Torre a Massa, mamma Elena Formentini, insegnante delle scuole superiori in pensione, il fratello Paolo, la nuora Chiara e la nipote Bianca.