<p>I prezzi dell'energia in Italia restano ostaggio delle volatilità a causa della dipendenza dal gas, una delle commodity più impattate dal contesto geopolitoco. È questo in sintesi il quadro tracciato da Arera nella presentazione al Parlamento e al governo della Relazione annuale 2025, la prima del nuovo collegio presieduto da Nicola Dell'Acqua,</p><p>In Italia si era registrata una moderata riduzione del prezzo totale (-1,6%), che è sceso a 35,12 c/kWh, ma diversamente da Francia, Germania e Spagna, la discesa del prezzo medio per i clienti domestici era cominciata già nel 2024.

Analizzando la dinamica delle varie voci, Arera fa notare che la componente energia è rimasta praticamente invariata (-0,1%: da 19,69 a 19,68 c/kWh) dopo il forte calo registrato nel 2024 (-20,7%), mentre sono diminuiti del 5,8% i costi di rete (da 6,23 a 5,87 c/ kWh) e la componente fiscale (-2,1%).

Nel 2025 i consumatori domestici in Italia, quindi, risultano pagare un prezzo superiore del 13% a quelli all'Area euro, con un differenziale di 4,03 c/kWh che deriva quasi esclusivamente dalla componente energia, il cui valore è 5,68 c/kWh maggiore di quello dell'eurozona.

Sia sul versante elettrico che del gas, l'Autorità registra che le famiglie che hanno scelto il mercato libero pagano di più rispetto a quelle nei servizi di tutela.