Grande Max. Davvero. Che "strano percorso" hai fatto. Non sei mai stato il più bravo e neanche il più figo. C'è stato un momento in cui sembravi anche sfigato, impensabile riempissi stadi. E invece, la semplicità della vita. La tua semplicità, che conquista. Le emozioni, basilari. Due ore e passa di concerto per rivivere la nostra giovinezza, di quelli degli Anni Novanta. E di colpo avvertiamo che tu ci sei sempre stato. "Soltanto certe volte capita che appena prima di dormire mi sembra di sentire il tuo ricordo che mi bussa. Ma io non aprirò".E invece i 40mila di ieri sera e i 35mila di stasera, quando allo Stadio Scoglio si bisserà, continuano ad aprirti la porta. A te che non sei solo un ricordo, ma sei essenza dei giorni che sono stati e continuano ad essere. Hai cantato pensieri, umori, amori di generazioni che hanno attraversato il tempo se lo sono tenuto senza perderlo. E' una notte da macchina del tempo. Uno di quei concerti in cui tutti conoscono tutte le parole, perché in quelle lettere ci sono "gli anni", c'è il ricordo di "discoteche abbandonate" nelle quali si sognava di conquistare il mondo, si immaginava il futuro al fianco di inarrivabili "regine del Celebrità". C'è anche la regola dell'amico.Apertura col momento “FestivalMax”, che omaggia nel titolo l’iconico “Festivalbar”- vinto dall’originario duo nel 1993 con “Nord Sud Ovest Est” (disco e singolo) - e un cameo video di Amadeus che introduce “Tieni il tempo”, “Bella vera” e “La lunga estate caldissima”. A dare man forte a Max sull’iconica Sei un mito (con citazioni finali di celebri brani dance del tempo) scendono in campo i famosi pupazzi del mondo di Max, che continuano a ballare sulle note di Viaggio al centro del mondo e infine si mischiano al pubblico su La regola dell’amico e lo snippet di Disco Inferno, chiudendo così la parentesi FestivalMax.Cambio di atmosfera con l’arrivo delle ballad L’universo tranne noi e Ci sono anch’io. Segue un video in cui un giovane Max del 1995 interroga il Max dei giorni nostri sul suo futuro e quello delle sue canzoni, scoprendo poi che la sua versione adulta ha accompagnato intere generazioni, felice di aver fatto bene a non arrendersi mai. Parte Hanno ucciso l’uomo ragno, seguita da Non me la menare e Rotta X casa di Dio. Dopo l’adrenalina c’è spazio anche per le emozioni più intime con brani non troppo eseguiti negli anni, Cumuli, Un giorno così e Senza averti qui, seguite da un terzetto di hit romantiche come Ti sento vivere, Eccoti, e Una canzone d’amore. Spazio a Nella notte e poi tornano le grandi ballad con Io ci sarò (con citazione di Bitter Sweet Symphony), Nessun rimpianto, lasciata alle voci del pubblico che si uniscono in un coro unico creando un epico momento di karaoke collettivo e Come mai, che coinvolge nuovamente il pubblico con la sua ormai immancabile Kiss cam. La dura legge del gol vede Max performare vicino ad un gigante giradischi per poi spostarsi sulla panchina di uno spogliatoio che avanza in passerella grazie ad una pedana mobile. Segue il brano Gli Anni che sempre in atmosfera calcistica omaggia sugli schermi i grandi calciatori italiani che hanno fatto la storia passata e recente di questo sport. E c'è spazio anche per il Messina. È la volta de Lo strano percorso in versione acustica che si chiude con Grazie mille e un gesto di Max che a prima data che viene impressa a mano su un grande floppy disk di scena. Per i bis arriva a sorpresa un grande protagonista degli anni ’90, Uan, che torna direttamente dal mondo del contenitore per ragazzi Bim Bum Bam, e si trasforma in mariachi per animare Nord Sud Ovest Est. In un inarrestabile climax il cerchio musicale continua con Tieni il tempo che ritorna per una seconda volta e con citazione finale de L’ombelico del mondo e si chiude con una certezza: Con un deca e la sua immancabile pioggia di coriandoli sull’intero pubblico. E tutti a dirti "Grazie Mille" Max, sei un mito...
Max Pezzali sei un... mito. In 40mila nella macchina del tempo senza "nessun rimpianto"
Lo splendido concerto che stasera sarà bissato: quasi 80mila persone in due giorni. Il coronamento di una carriera di un artista che ha tenuto compagnia a intere generazioni









