Per facilitare l’arrivo di insetti nei nostri giardini, nei nostri prati, nei nostri orti, sono stati inventati a partire dal nord Europa, cosiddetti hotel per insetti. Gli insetti pronubi, necessari impollinatori, il concetto è questo, meglio trattenerli più vicino là dove servono facilitandone la permanenza, costruendo ed installando apposite costruzioni atte a favorirne l’insediamento.

E così, sulla scorta dello stesso filone di pensiero che ha portato alla costruzione ed installazione di nidi artificiali per uccelli e pipistrelli, si sono diffusi gli hotel per insetti. Realizzarli è facile, esistono tutorial in rete che lo spiegano. Il concetto è semplice, si realizzano sul supporto di un telaio in compensato, sorta di pannello protetto per impedire alla pioggia di allagarlo, strutture a microcellula composte da rametti di legno, scatolette di foggia e misure diverse, tutte dotate di intercapedini che permettono agli insetti di arrivarci liberamente e di sistemarsi per dimorarvi, deporre le uova o semplicemente riposarsi.

Si tratta infine di collocare appositi cartelli esplicativi ed è fatta. Ne ho visti nei luoghi più disparati d’Europa, dai giardini condivisi ai parchi e giardini pubblici. L’idea è buona e la pratica va maggiormente estesa. Si può fare di meglio. Si possono evitare evidenti stonature. Per esempio, presso la mia scuola è stato installato un bell’hotel per insetti molto ben costruito e con piccoli pannelli esplicativi ben fatti. La stonatura evidente, la contraddizione palese è che non ci si è coordinati col Comune. C’era un bel prato, tantissime specie in armonia, tutto azzerato, rasato dai tosaerba. Ed allora a che serve un hotel per insetti se ad essi viene eliminata la possibilità di nutrirsi? Viene naturale in altri paesi d’Europa, in Svizzera da almeno vent’anni, di lasciare crescere i prati fino alla fioritura proprio per permettere la necessaria coabitazione di biodiversità vegetale e della piccola fauna, in questo caso quella alata degli insetti.