Il caso di Artificial, il nuovo film di Luca Guadagnino è diventato paradigmatico del nuovo freddo digitale disceso su Hollywood. Approvato da Amazon Prime l’anno scorso e prodotto per 40 milioni di dollari, l’ opera del regista italiano racconta le lotte per il controllo di Open AI.
Quelle fra Sam Altman (Andrew Garfield) ed Elon Musk (Ike Barinholtz) concentrandosi sui cinque giorni in cui, nel novembre del 2023, Altman venne estromesso dal consiglio di amministrazione per poi essere riassunto dopo la rivolta di dipendenti e investitori. Nel descrivere il film Guadagnino ha parlato della cronaca dell’ascesa «di una piccola oligarchia che mira al controllo radicale sul mondo».
A montaggio ultimato Mike Hopkins, capo di Amazon/Mgm e della produzione di Amazon Prime, ha però deciso di rinunciare alla distribuzione mondiale del film. E a nessuno a Hollywood è sfuggito come la repentina inversione di rotta sia giunta dopo l’annuncio dell’accordo pluriennale di collaborazione stilato dalla Amazon con la stessa Open AI per un valore di 50 miliardi di dollari.
Un confronto fra quella cifra e il potenziale ricavo dal film, avrebbe indotto i vertici Amazon ad un rapido calcolo e alla decisione di non distribuire un film che avrebbe potuto permettere a repentaglio il rapporto col nuovo partner, e il core business Amazon che dopotutto rimane il cloud computing.













