Dov’è Aung San Suu Kyi? Ci sono Paesi nei quali vincere un Premio Nobel per la Pace e stravincere le elezioni ti fa sparire. Succede in Myanmar (Birmania), retto da una violenta giunta militare golpista, la quale ha pochi amici nel mondo ma tutto sommato nemmeno nemici abbastanza decisi a frustrare i suoi crimini. Quella che per anni e anni è stata un’eroina dell’Occidente (il Nobel è del 1991) giace infatti quasi dimenticata, non si sa dove, nelle mani del generale Min Aung Hlaing, il capo del regime. Si pensa che sia malata, qualcuno teme che sia morta. Fatto sta che il governo che ha preso il potere nel 2021 con un colpo di Stato si rifiuta di farla incontrare e parlare con chiunque, a cominciare dalla famiglia e dai suoi avvocati.

Il figlio Kim Aris ha ricevuto l’ultima lettera di Aung San Suu Kyi due anni fa e, da Londra, sostiene che la salute della madre, 81 anni, peggiora. La donna è stata la leader delle lotte birmane per la democrazia contro le dittature militari: un percorso lungo e tortuoso che nel novembre 2020 è sfociato nella sua vittoria alle elezioni generali. Nel febbraio successivo è stata arrestata dopo che i militari avevano preso il potere con le armi. Le diverse condanne che ha poi subito si sono accumulate in una pena complessiva di 33 anni, ridotti poi a 18. Un paio di mesi fa, la giunta ha fatto sapere di averla trasferita agli arresti domiciliari ma non si sa dove.