Oggi il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha parlato in audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e degrado urbano. “A Tor Bella Monaca 14 piazze di spaccio, servono politiche sociali, risorse e rigenerazione urbana”.
I carabinieri a Tor Bella Monaca
Un sistema economico alternativo, un welfare parallelo, che garantisce entrate quotidiane a chi non ne ha altre. Tor Bella Monaca a Roma è un quartiere al confine tra criminalità e sopravvivenza economica, una delle periferie più complesse della Capitale. Oggi il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha parlato in audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sul degrado urbano.
"A Tor Bella Monaca abbiamo quattordici piazze di spaccio che contrastiamo con operazioni continue, però danno un welfare ben consistente", spiega il prefetto Giannini. E poi entra nel dettaglio: “Ci sono spacciatori che prendono intorno ai 250 euro al giorno, le vedette sui 100-150, e poi c’è chi gestisce la retta della merce e dei soldi". Una catena di montaggio criminale che funziona come un’azienda: ruoli, turni, paghe, gerarchie. Tor Bella Monaca è un quartiere con una fragilità sociale Il prefetto Giannini ha reso pubblici numeri che raccontano la fragilità sociale del quartiere: il 41% delle famiglie vive con meno di 15mila euro l’anno, mentre il 22% non ha alcun reddito. In questo vuoto economico, le piazze di spaccio diventano un "ammortizzatore sociale" distorto, capace di garantire entrate immediate e costanti. Un meccanismo che non solo alimenta la criminalità, ma la rende parte integrante della vita quotidiana.








