Il boom dei voli low cost alimenta l’overtourism e la crisi abitativa in Europa, portando rincari sugli affitti fino a 220 euro in Italia e 250 euro in altri Paesi entro il 2031. Questo fenomeno drena investimenti dall’economia produttiva e danneggia i residenti senza migliorare i salari reali dei lavoratori del settore. A evidenziare tutto ciò è una nuova ricerca di Transport & Environment (T&E), da cui emerge con evidenza che la crescita incontrollata del turismo, favorita dall’aumento del traffico aereo, specialmente quello a basso costo, sta alimentando una crisi abitativa insostenibile in tutta Europa. Nello studio si ricorda che in alcune delle destinazioni più popolari, come l’Italia ma anche la Spagna, il Portogallo e la Grecia, l’elevata affluenza turistica ha già scatenato proteste da parte dei residenti, specialmente nei mesi estivi di alta stagione, in cui è più evidente la carenza di alloggi a prezzi accessibili. Ma ora i ricercatori di quello che è il principale gruppo indipendente per la decarbonizzazione dei trasporti, insieme agli esperti della New Economics Foundation (Nef) rilevano che gli affitti medi annui nelle cinque maggiori economie europee dipendenti dal turismo (i quattro già citati più l’Irlando) gli affitti degli alloggi dovrebbero aumentare fino a 250 euro all’anno nei prossimi cinque anni (2026-2031) come effetto dell’incremento del turismo aereo. A risentire di questi aumenti, va da sé, sarebbero principalmente le famiglie a basso reddito che non riescono a tenere il passo con i costi delle locazioni.
Il boom dei voli low cost aumenta la crisi abitativa: in Italia fino a 220 euro di rincari sugli affitti entro il 2031
Il boom dei voli low cost alimenta l’overtourism e la crisi abitativa in Europa, portando rincari sugli affitti fino a 220 euro in Italia e 250 euro in altri Paesi entro il 2031. Questo fenomeno drena investimenti dall’economia produttiva e danneggia i re











