Quanti voti porta la parola “Costituzione”? Domanda legittima, visto che Giuseppe Conte ha suggerito di chiamare la coalizione del campo largo ”Alleanza per la Costituzione e la democrazia”. E subito Elly Schlein, che è giovane abbastanza per capire di marketing, ha accorciato in “Alleanza per la Costituzione”.
Le parole sono pietre, l’abbiamo imparato dalla Storia. E sono anche propaganda, slogan, suggestioni. Soprattutto, in politica, e lo dico da filosofa del linguaggio di formazione, le parole sono seduzione. La parola giusta porta voti, quella sbagliata li toglie.
Molti autorevoli commentatori politici sostengono che, per la vittoria del No al referendum sulla Giustizia, sia stato determinante lo slogan “La Costituzione non si tocca”. E alcuni spiegano che il Sì ha perso proprio perché non ha saputo trovare la narrazione capace di smontare l’accusa. In sé smontabile, perché la nostra Costituzione è stata scritta quasi 80 anni fa e in 80 anni qualche adeguamento alla realtà e alla società che cambiano ha senso, se se ne rispettano i valori. Una serie di revisioni ha modificato negli ultimi anni diversi articoli, a partire dal Titolo V, che ha ridisegnato le competenze tra Stato ed enti locali.












