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Dodici ore di fuoco, adrenalina e, soprattutto, straordinaria umanità. È il bilancio dell'incredibile turno di lavoro che ha visto protagonisti gli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (Squadra Volanti) della Questura di Catanzaro, capaci di strappare alla morte due persone in due distinti interventi ravvicinati.L'episodio più drammatico si è consumato nel cuore della notte sulla Tangenziale Ovest del capoluogo calabrese. Sul posto è scattato il codice rosso dopo la segnalazione di una passante, che aveva notato un ragazzo in evidente stato di agitazione nei pressi del viadotto.Il dramma dell'imprenditore perseguitato sui social

Quando le pattuglie della Polizia sono piombate sul posto, la situazione era già al limite: il giovane aveva infatti già scavalcato la ringhiera protettiva, pronto a lanciarsi nel vuoto. Gli agenti, muovendosi con estrema cautela per non provocare reazioni repentine, sono riusciti ad avvicinarsi e a bloccarlo un istante prima che fosse troppo tardi.

Dietro il tentato gesto estremo è emersa una dolorosa storia di disperazione. La vittima, un giovane imprenditore locale titolare di un'attività nel centro storico cittadino, si è sfogato in lacrime con i poliziotti. Ha raccontato di essere stremato e schiacciato dal peso di continue e sistematiche vessazioni psicologiche e di una campagna di diffamazione orchestrata sui social network da una professionista del posto che, anche attraverso l'uso di telecamere abusive, stava determinando lo svuotamento del suo locale e il crollo dei suoi progetti lavorativi. Un incubo a cui il giovane voleva porre fine nel modo più tragico.L'intervento sulla Tangenziale Ovest è stato il secondo salvataggio vitale effettuato dalle Volanti catanzaresi nell'arco di appena mezza giornata, confermando il costante stato di allerta e la prontezza operativa dei reparti sul territorio.Il plauso del sindacato Coisp: "Veri angeli in divisa"