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Lunedì nel Principato di Monaco un uomo ha lasciato uno zaino pieno di esplosivo di fronte alla casa di Vadym Iermolaiev, un oligarca ucraino che vive lì dal 2022. La bomba è esplosa mentre Iermolaiev, la moglie e il figlio quindicenne rientravano a casa: i tre sono stati feriti e la donna è in pericolo di vita. Secondo le prime indagini, l’attentato non ha un movente politico ma è legato alle discusse attività finanziarie di Iermolaiev, o a quelle di un altro suo figlio, Artur, che vive in Israele.
Iermolaiev fa parte di un gruppo di ricchi uomini ucraini che nei primi giorni dell’invasione russa, a febbraio del 2022, lasciarono il paese per stabilirsi nel Principato di Monaco. La destinazione fu scelta per il prestigio, per il regime fiscale agevolato e per la grande sicurezza che dovrebbe offrire: la città è sorvegliata da telecamere, e attentati come quello di lunedì sono estremamente rari. Fra loro ci sono uomini d’affari, personalità del mondo del calcio ucraino, importatori di alcol e tabacco e anche alcuni politici filorussi. Il giornale ucraino Ukrainska Pravda li definisce ironicamente il “Battaglione Monaco”.
L’ingresso della casa di Vadym Iermolaiev nel Principato di Monaco dopo l’esplosione, il 30 giugno 2026 (EPA/SEBASTIEN NOGIER)











