La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’ex assessore regionale Gaetano Armao, attualmente alla guida della Cts regionale, che chiedeva all’Amap di Palermo, partecipata del Comune che gestisce il servizio idrico, il pagamento di un milione e 300 mila euro di parcelle per avere difeso l’azienda davanti agli organi della giustizia amministrativa.
In primo e secondo grado il ricorso era stato respinto. La Suprema corte ha confermato le precedenti decisioni.
Il procedimento va avanti già da alcuni anni. Per il saldo delle sue prestazioni professionali come legale, Armao aveva chiesto all’Amap un compenso che sarebbe stato calcolato applicando i minimi tariffari, abbattuti del 50 per cento, sulla base del valore della causa che ammontava a quasi 67 milioni di euro.
La società aveva contestato questa ricostruzione, presentando un’opposizione, in parte accolta dal giudice, che, in primo grado, aveva però condannato l’azienda a versare circa 116 mila euro all’avvocato per l’attività svolta a favore dell’acquedotto.
Ad assistere l’azienda municipale l’avvocato Giovanni Puntarello.






