di
Gaia Piccardi
Perso il primo set 6-1, l'azzurro ritrova ordine sufficiente nel suo tennis e completa la rimonta dopo l'interruzione di ieri sera. Sarà sfida all'australiano
Due giorni per venire a capo dell’argentino Mariano Navone sull’erba, non sono pochi. Ma Flavio Cobolli ha avuto un avvio complicato in Church Road dopo la clamorosa finale a sorpresa al Roland Garros e la sconfitta al primo turno con Tiafoe a Halle, nel torneo che sarebbe dovuto servire da rodaggio e invece è stato una scappata e via in Germania. Il nuovo numero 10 del ranking ha avuto giorni intensi. Tutti cercano l’uomo nuovo del tennis italiano, già capace — con la complicità di Matteo Berrettini — di conquistare l’anno scorso una Davis disertata sia da Sinner che da Musetti, e Flavio ha dovuto dividersi tra eventi (la finale del calcio storico fiorentino nella città in cui è nato) e premiazioni, prima di riuscire a posare le suole delle scarpe sull’erba di Grosseto, in uno dei rarissimi tennis club in erba naturale sul territorio Italiano.
Insomma è arrivato a Wimbledon senza chilometraggio sul verde e Navone, numero 46 Atp, si è rivelato un ostacolo più ostico del previsto, soprattutto dovendo l’azzurro difendere i quarti di finale dell’anno scorso. Perso il primo set 6-1, Cobolli ha ritrovato ordine sufficiente nel suo tennis per organizzare una rimonta lenta, interrotta martedì sera dall’oscurità ma inesorabile. 7-6, 6-3, 7-6, chiudendo il tie break del quarto 10 punti a 8, così da evitare uno scivolosissimo quinto set. Al secondo turno per lui, l’australiano Duckworth.










