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La Corte dei conti ha assolto tre funzionari del comune di Milano imputati in uno dei processi sull’urbanistica in città. Erano accusati di danno all’erario perché avevano autorizzato la costruzione di due grattacieli residenziali, le cosiddette Park Towers, tramite una procedura che qualificava l’intervento come una ristrutturazione di un magazzino alto pochi metri, e non con le procedure previste solitamente in caso di nuove costruzioni.
Gli imputati si chiamano Carla Barone, Francesco Rosata e Maurizio De Luca e lavorano allo sportello edilizia del comune. L’accusa sosteneva che la procedura seguita per concedere l’autorizzazione a realizzare i palazzi avesse causato un danno di 312mila euro per le casse del comune, per via del mancato incasso degli oneri di urbanizzazione.
Gli oneri sono contributi economici che i costruttori devono pagare al comune per compensare l’impatto che i nuovi edifici hanno sul contesto urbano. Se per esempio la costruzione di un nuovo palazzo ha come conseguenza l’aumento della popolazione di un quartiere, il costruttore deve versare al comune dei soldi per realizzare parcheggi aggiuntivi, asili e altri servizi pubblici.
I tre funzionari rimangono imputati in un altro processo riguardante le Park Towers: assieme all’imprenditore immobiliare Andrea Bezziccheri, al progettista Sergio Francesco Maria Asti e a Roberto Verderio, rappresentante legale di una delle aziende coinvolte, sono accusati di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso. A metà giugno il primo dei processi penali sull’edilizia a Milano, riguardante un altro palazzo autorizzato con procedure simili, si era concluso con l’assoluzione in primo grado di tutti gli imputati.







