Per quanto riguarda la candidatura di Milano, Genova, Torino ad ospitare le Olimpiadi estive del 2036 "ne ho parlato proprio recentemente con il sindaco di Torino (Lo Russo, ndr). Il punto è questo: io capisco che ci sia una seria candidatura romana, o forse di Roma più Napoli, e credo che sia giusto che noi portiamo avanti la nostra candidatura": lo ha spiegato il sindaco di Milano Giuseppe Sala sottolineando che "tanto la scelta alla fine non è politica ma, come è già stato per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, è degli organi costituenti del Coni che votano. Quindi non c'è da scandalizzarsi se ci saranno due proposte però, posto che i tempi sono incerti, io quello che vorrei fare prima della fine del mandato - ha spiegato - è aiutare a far sì che la nostra proposta Milano-Torino-Genova sia una proposta seria".

"C'è il problema dello stadio di San Siro, però appunto credo che sia qualcosa su cui pensare, se non si trova una soluzione è difficile immaginare che la candidatura sia forte", ha concluso.

Anche Silvia Salis, ora sindaco di Genova, ma già vicepresidente vicaria del Coni, conosce bene le regole. E il Coni ha già deciso di candidare Roma con Napoli (nuoto, surf e vela) per il 2036. Ed è il Coni che decide: in passato fu scelta Roma contro chi proponeva Venezia, e ci furono non poche polemiche. Ora Buonfiglio ha le idee chiare. Non vuole certo lo scontro politico, cerca il gioco di squadra, ma sa che solo Roma, con l'80 per cento degli impianti pronti, ha qualche possibilità di farcela. Visti i tempi stretti del Cio, inoltre bisogna fare i primi passi già quest'anno, se si vuole candidarsi per l'edizione 2036. Luciano Buonfiglio deve capire se l'attuale governo appoggia il “bid” (non si possono aspettare le elezioni, politiche e amministrative, del prossimo anno). Comune di Roma e Napoli sono favorevoli. Così come Regione Lazio e Campania. Non è il momento di litigare